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Comitato Cittadino Fibronit - Seppelliamo l'amianto della Fibronit sotto un grande parco verde perchè da un luogo di morte rinasca la gioia di vivere

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Comunicato stampa del 18/09/2007

Comunicato del 03/06/2007

Comunicato del 25/04/2007


Ovviamente non ci si fa mai l’abitudine. Anzi.

 

E’ sempre più difficile accettare con “cristiana rassegnazione” la perdita di coloro che hanno subito la devastante azione delle fibre di amianto. Ne abbiamo conosciuti tanti, abbiamo parlato con loro, abbiamo condiviso le loro difficoltà. Ne abbiamo preso l’energia, la loro voglia di combattere e di demolire le ingiuste conseguenze della, ormai sempre più frequente, involontaria convivenza con l’asbesto.

 

Eppur, quando vanno via, ci sembra sempre come fosse la prima volta, come una scoperta terribile che ti fa rinascere dentro una rabbia che non ha uguali. È inaccettabile constatare che la stupidità umana, fatta di interessi tanto grandi quanto idioti, possa essere stata la causa della morte dei nostri amici.

 

Anche Grazia è andata via. Ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a denunciare i mali dell’amianto ed a implorare attenzione per evitare che si ripetessero altri casi come il suo. E noi ci sentiamo di non aver fatto abbastanza per dare un senso vero alla sua lotta. E quindi la rabbia cresce ancora più forte.

 

E allora ricominciamo a parlare di amianto e facciamolo in modo ancora più deciso. In questi giorni il Comitato Cittadino Fibronit sta mettendo a punto una relazione che, appena pronta, sarà inviata alla Regione Puglia per integrare, speriamo, il piano  Regionale della Salute.

 

Siamo costretti, nostro malgrado, a constatare l’assenza, in questo importante progetto sanitario, di qualunque riferimento all’amianto ed alle patologie ad esso connesse, ma siamo certi, vista la disponibilità manifestata a raccogliere tutte le proposte utili a migliorare questo progetto, di riuscire a trovare una valida disponibilità tra i responsabili regionali del settore.

 

Del resto, tutti gli studi epidemiologici riguardanti le patologie asbesto correlate sono concordi nell’affermare che siamo, ormai e purtroppo, nella fase di massima crescita dei casi di Mesotelioma Pleurico che prevede il suo picco tra il 2010 e il 2020. Quindi è necessario essere pronti e disponibili ad accogliere le richieste di quanti, più sfortunati di altri, avranno bisogno di aiuto per l’insorgenza di questo male subdolo e difficile da gestire.

 

Bisognerà essere in grado di sostenere la domanda di assistenza che perverrà da chi avrà il diritto di capire dove e come sottoporsi alle migliori terapie per lenire gli effetti del mesotelioma.

 

Nello stesso tempo, seppur con magra soddisfazione, il lavoro che riusciremo a fare sarà per tutti noi una opportunità di riscatto.

 

 

Per il Comitato Cittadino Fibronit

                Il Presidente

               Nicola Brescia