Index          Home          Link          Rassegna stampa          Commenti       Foto

Comitato Cittadino Fibronit - Seppelliamo l'amianto della Fibronit sotto un grande parco verde perchè da un luogo di morte rinasca la gioia di vivere

Archivio

Comunicato stampa del 18/09/2007

 

Comunicato del 17/12/2010

Comunicato del 23/10/2009

Comunicato del 21/09/2009

Comunicato del 03/06/2007

Comunicato del 25/04/2007


 

 

Natale 2010

 

Caro Babbo Natale,

sappiamo bene di non avere più l’età per scriverti e per credere ancora nelle favole, ma ne abbiamo ascoltate tante in questi anni, confondendole con la   realtà, sino al punto di convincerci che tu sia l’ultima risorsa per sperare che la vicenda Fibronit possa giungere finalmente all’auspicata conclusione.

Dopo la presentazione del “Progetto di messa in sicurezza definitiva” dell’area inquinata da parte dei tecnici incaricati dal Comune di Bari, avvenuta a Luglio scorso, abbiamo creduto che fossimo sul punto di scrivere una pagina nuova e attesa da anni sul futuro della Fibronit. Eravamo certi che il progetto stesso fosse stato concordato nei dettagli con il Ministero dell’Ambiente che, peraltro, aveva già dettato i requisiti da prevedersi negli interventi. Pensavamo che da li a breve saremmo stati convocati dal Ministero stesso in conferenza dei servizi per la sua approvazione definitiva

Ma era una favola. Infatti siamo a Dicembre e, anche per le notizie che ci giungono dal dicastero, ci sono ancora difficoltà nell’accettare la progettazione presentata dal Comune di Bari che, evidentemente, non rispetta quanto previsto dalle prescrizioni ministeriali. Queste, benché onerose, furono accettate dal Comune di Bari perché si potesse procedere con gli interventi di rimozione dei capannoni e di messa in sicurezza definitiva dell’area per poi giungere alla nascita del “Parco della Rinascita”.

Come puoi bene capire, arrivati a questo punto, siamo abbastanza delusi della situazione in cui ci troviamo e preoccupati del fatto che, con il passare inesorabile del tempo, si stanno deteriorando gli effetti benefici dei primi interventi di messa in sicurezza provvisoria. Temiamo infatti sia per i capannoni la cui stabilità risulta sempre più compromessa, sia per le zone interessate dalla presenza di amianto affiorante in superficie su cui fu stratificato il brecciolino ed un telo di “tessuto non tessuto” che avrebbero dovuto impedire la diffusione delle fibre di amianto. Oggi però, la rigogliosa vegetazione emersa che, evidentemente, ha superato queste barriere artificiali, ci fa supporre che si siano creati spazi da cui le fibre d’asbesto potrebbero trovare vie d’uscita,

Caro Babbo Natale, ti chiediamo di farci un grande regalo: fa che la Fibronit non faccia più del male a nessuno, solleva dal suo incarico chi non è capace di gestire questa annosa e drammatica vicenda, fa che menti illuminate sappiano trovare la giusta soluzione e rassicura coloro che soffrono i mali dell’amianto che il parco sulla Fibronit nascerà comunque.