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Comunicato stampa del 18/09/2007 |
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Natale
2010 Caro
Babbo Natale, sappiamo
bene di non avere più letà per scriverti e per credere ancora nelle favole, ma ne
abbiamo ascoltate tante in questi anni, confondendole con la
realtà, sino al punto di convincerci che tu sia lultima risorsa per
sperare che la vicenda Fibronit possa giungere finalmente allauspicata conclusione. Dopo
la presentazione del Progetto di messa in sicurezza definitiva dellarea
inquinata da parte dei tecnici incaricati dal Comune di Bari, avvenuta a Luglio scorso,
abbiamo creduto che fossimo sul punto di scrivere una pagina nuova e attesa da anni sul
futuro della Fibronit. Eravamo certi che il progetto stesso fosse stato concordato nei
dettagli con il Ministero dellAmbiente che, peraltro, aveva già dettato i requisiti
da prevedersi negli interventi. Pensavamo che da li a breve saremmo stati convocati dal
Ministero stesso in conferenza dei servizi per la sua approvazione definitiva Ma
era una favola. Infatti siamo a Dicembre e, anche per le notizie che ci giungono dal
dicastero, ci sono ancora difficoltà nellaccettare la progettazione presentata dal
Comune di Bari che, evidentemente, non rispetta quanto previsto dalle prescrizioni
ministeriali. Queste, benché onerose, furono accettate dal Comune di Bari perché si
potesse procedere con gli interventi di rimozione dei capannoni e di messa in sicurezza
definitiva dellarea per poi giungere alla nascita del Parco della
Rinascita. Come
puoi bene capire, arrivati a questo punto, siamo abbastanza delusi della situazione in cui
ci troviamo e preoccupati del fatto che, con il passare inesorabile del tempo, si stanno
deteriorando gli effetti benefici dei primi interventi di messa in sicurezza provvisoria.
Temiamo infatti sia per i capannoni la cui stabilità risulta sempre più compromessa, sia
per le zone interessate dalla presenza di amianto affiorante in superficie su cui fu
stratificato il brecciolino ed un telo di tessuto non tessuto che avrebbero
dovuto impedire la diffusione delle fibre di amianto. Oggi però, la rigogliosa
vegetazione emersa che, evidentemente, ha superato queste barriere artificiali, ci fa
supporre che si siano creati spazi da cui le fibre dasbesto potrebbero trovare vie
duscita, Caro
Babbo Natale, ti chiediamo di farci un grande regalo: fa che la Fibronit non faccia più
del male a nessuno, solleva dal suo incarico chi non è capace di gestire questa annosa e
drammatica vicenda, fa che menti illuminate sappiano trovare la giusta soluzione e
rassicura coloro che soffrono i mali dellamianto che il parco sulla Fibronit
nascerà comunque.
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